Bisognerebbe istituire una giornata mondiale senza parole. E stare zitti, tutti, per 24 ore. Smettere di leggere, scrivere, usare telefonni e computer. Non per meditare, tutt’altro. Per esistere accanto agli altri senza proteggersi, chiedere, rispondere. Al modo degli animali e degli alberi. Guardare il mondo sotto la crosta del linguaggio insegnerebbe ad ogni uomo, donna o bambino che prima di tutto si esiste in mezzo ad altre cose, e che tra le cose che esistono c’è anche ciò che si prova. Il silenzio ci insegnerebbe che cose come lo stupore, la paura e l’amore sono concrete e reali quanto uno struzzo, una banana o un’aringa. Tacere ci illuminerebbe per un giorno la vita, senza spiegarla. Scrisse Junichiro Kawasaki, il poeta: “La luna illumina una rosa. E non si vedono parole”.
– D di Repubblica, 12.05.12







